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Chi Salva  Chi?

La crisi come modello di business a spese della democrazia e della sicurezza socialeTrme mitPenner kl
Un film di Leslie Franke e Herdolor Lorenz, 2015
Durata: 104 minuti
 
Il film inizia con impressioni sulla laceramento della nostra società. I politici fanno i giocolieri con ombrelli protettivi pesanti molti biliardi mentre anche nel bel mezzo dell'Europa la gente lavora per salari da fame. Si sta salvando – ma la salvezza non si vede.

Salvataggio delle banche sulla pelle delle cittadine e dei cittadini
Il film torna indietro al 2008 quando questa evoluzione comincia nel momento in cui, per la prima volta si salva con centinaia di miliardi. Fuori da ogni controllo parlamentare, in tutti i paesi del mondo occidentale somme enormi vengono stanziate a favore di banche in disfacimento. La democrazia viene soppressa. Qui il film chiede: come si è potuto giungere a questa catastrofe? Come funzionano i "mercati" che quando crollano toccano ovunque le parti più deboli della società?

Economisti ci dicono che il salvataggio delle banche non sarebbe stato necessario; che lo Stato avrebbe potuto fondare una "Good Bank" (banca buona) comprando dalle banche le azioni buone necessari alla economia reale e i risparmi della gente. Così, questa "Good Bank" avrebbe potuto, senza creare intoppi, assumere i compiti principali del sistema bancario. Invece, lo Stato ha fatto creare "Bad Banks" (banche cattive) con pacchetti infiniti di azioni senza alcun valore facendole pagare ai contribuenti. E questo, perché nel 2008, le banche erano sedute quasi ovunque ai tavoli ministeriali.

Il salvataggio globale delle banche ha avuto conseguenze fatali. Ovunque sono nati gitanti finanziari "rilevanti per il sistema" che hanno notevoli vantaggio concorrenziali e che oggi sono più gradi e più potenti che mai. Sono così potenti che nel 2009 hanno cominciato a scommettere contro quegli stati che si sono riempiti di debiti a causa del salvataggio delle banche. I salvati contro il salvatori.

Adesso "si salvano " gli stati
E qui so apre un nuovo capitolo. Portiamo gli spettatori in Grecia. Qui possono vedere quali trucchi usa un governatore della banca centrale greca che ha studiato negli USA e con l'aiuto della Banca d'investimento americana Goldman Sachs fa sparire la metà del debito pubblico greco. Questo è stato il biglietto d'ingresso della Grecia nell'UE. 12 anni dopo, lo stesso imbroglione viene insediato come salvatore del paese. Ma ancora una volta, i pacchetti di salvataggio di miliardi non salvano la Grecia ma solo le banche. Perché è così? Che cosa c'è dietro?

Il film ci porta in Italia ed in Spagna
In questi paesi impareremo qualche cosa sul ruolo delle agenzia di rating che nell'acutizzarsi della crisi dei debiti hanno evidentemente un ruolo da registi. E' strabiliante che i proprietari delle agenzie profittano del rating formando un nucleo di potere che decide sulla sorta di interi stati. Fanno pressione sugli stati che hanno attaccato chiedendo loro di risparmiare e ridurre il debito. In realtà, però, questi stati, proprio con questo obbligo al risparmio vengono spinti verso il baratro economico. E i debiti continuano a crescere – anche per le grandi imprese ed i ricchi , in pratica, quasi non pagano più tasse.

Manager delle banche d'investimento come politici: il Governo Sachs
Ci chiediamo perché i politici si genuflettono davanti ai "mercati adirati" e scopriamo, tra l'altro, che Goldman Sachs non solo fornisce un Ministro delle Finanze USA dopo l'altro ma anche Commissari UE della concorrenza, il Presidente della Banca Centrale Europea, e alto ancora...

Alternative sono necessarie e possibili
In conclusione del film economisti chiedono l'immediato stop della politica degli ombrelli di protezione e dei salvataggi. Questa strategia ha portato la Germania al rischio gigantesco di dover garantire per più di 1.000 miliardi di Euro di crediti fasulli e ad un pericolo per le pensioni del futuro. Il film mostra alternative economiche e politiche che non sono si basano soltanto su ipotesi fondate ma che sono state già messe in pratica: Nel 1932, il Presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt è riuscito ad imporre vincoli precisi al mercato finanziario creando così 70 anni di rapporti economici stabili.
Nikolaus von Bomhard, capo della più grande riassicurazione del mondo, la Münchner Re, chiede la distruzione delle banche "rilevanti per il sistema" e una regolamentazione assai restrittiva del mercato finanziario. L'economista statunitense Nouriel Rubini si chiede quali giovamenti le cittadine e i cittadini abbiano tratto dalla liberalizzazione del commercio dei derivati. Quando cominceremo a mettere le briglia ai mercati?
   
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